Alain Mikli e Luxottica: valorizzazione del patrimonio culturale anche per persone con disabilità visiva

To see the beauty of life

Storie di sostenibilità

Alain Mikli e Luxottica: valorizzazione del patrimonio culturale anche per persone con disabilità visiva

Dal 1978, anno in cui è stato fondato il marchio, Alain Mikli è sempre stato sinonimo di distinzione e provocazione, connubio tra design e prodotto di consumo. Ma accanto alla voglia di dettare stile e stupire con le sue creazioni, Alain Mikli si impegna da tempo per diffondere consapevolezza sull’importanza di rendere l’arte accessibile alle persone con disabilità visive.
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Questo impegno si inserisce perfettamente all’interno della visione di sostenibilità di Luxottica, racchiusa in “To See The Beauty of Life” (#toseethebeautyoflife), che da anni porta avanti iniziative di promozione e tutela del patrimonio culturale nei confronti delle comunità e dei territori in cui opera.

Nel corso del 2019, Alain Mikli ha rinnovato la sua collaborazione quasi decennale con il Museo etnologico del Quai Branly- Jacques Chirac, dove, fino al 26 gennaio 2020, durante la mostra “20 years of collection enrichment” dedicata ai vent’anni dalla fondazione del museo sarà possibile disporre di cinque interpretazioni tattili che riflettono la diversità degli oggetti presenti nella mostra, sia in termini di materiale che di origine. I visitatori potranno toccare le riproduzioni in rilievo posizionate lungo una striscia podotattile aderente al terreno che accompagna i visitatori lungo il percorso della mostra. Il rendering tattile restituisce con precisione effetti di trama che danno l'impressione di sentire il materiale in cui sono realizzate le opere originali, elemento che consente a tutti i tipi di visitatori - disabili o meno, adulti o bambini – di vivere a pieno l’esibizione. Quest’anno la stessa tecnica è stata usata per far conoscere alcuni capolavori dei Nabis, un gruppo di artisti parigini d’avanguardia post-impressionista, durante una mostra a loro dedicata al musée du Luxembourg.

Non solo arti figurative, le iniziative del marchio hanno coinvolto negli anni anche altri importanti istituti culturali della capitale francese. Come il teatro Odéon di Parigi, per alcuni spettacoli del quale sono stati realizzati plastici che riproducevano in scala e con dovizia di particolari la scenografia presente sul palco. O la Philharmonie de Paris dove un mappamondo tattile celebra tema e la volontà, da parte dell’ente, di rendersi sempre più accessibile.

La prima storica collaborazione è stata con il fotografo Yann Arthus-Bertrand nel 2003: le sue maestose vedute aeree vennero stampate ed elaborate per essere fruite dalle persone cieche. A partire dal 2009, Alain Mikli ha continuato a collaborare a una serie di progetti diversi con vari musei, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il Musée des arts et Métiers e continua ancora oggi con il musée du quai Branly - Jacques Chirac.

Questo profondo rapporto fra il marchio e il mondo dell'arte ha permesso a Mikli di offrire a persone non-vedenti la possibilità di conoscere e fruire delle opere d’arte tramite il tatto, attraverso un'intensa esperienza sensoriale. Il tutto grazie a un’innovativa tecnologia di stampa 3D che permette di tradurre le singole opere in oggetti da conoscere attraverso il tocco della mano. Queste “interpretazioni tattili” dell’opera sono composte da materiali stratificati che riproducono una rappresentazione in rilievo di un'immagine in cui ogni elemento visivo viene riprodotto in altezze e misure diverse. 

Pubblicato il 28 Nov 2019