Insieme nello stato del Montana per aiutare gli indiani americani a vedere di nuovo

Insieme nello stato del Montana per aiutare gli indiani americani a vedere di nuovo

A maggio 2018, OneSight ha istituito una Vision Care Clinic regionale a Blackfeet, in Montana. Su 1.526 pazienti visitati, di cui il 75% bambini, 1.192 avevano bisogno di occhiali.

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OneSight è un'organizzazione indipendente senza fini di lucro la cui missione è quella di fornire alle comunità meno abbienti esami della vista e occhiali gratuiti per combattere la crisi globale dell'assistenza oculistica. A tal fine, ogni anno OneSight gestisce diversi tipi di cliniche in tutto il mondo, tra cui cliniche sostenibili, cliniche internazionali e cliniche regionali. Luxottica svolge un ruolo importante, non solo come sponsor fondatore dell'organizzazione, ma anche - e soprattutto - perché consente ogni anno a migliaia di dipendenti di partecipare alle missioni di volontariato.

Nel 2018, una delle cliniche regionali è stata istituita in Montana, negli USA. Gli Stati Uniti vengono considerati un Paese ricco, dove tutti possono permettersi una visita oculistica e un paio di occhiali, mentre in realtà ci sono anche alcune comunità svantaggiate.

Ci siamo recati a Blackfeet, una riserva indiana di 607.000 ettari nella parte settentrionale del Montana, ai piedi delle Montagne Rocciose. Blackfeet è una comunità molto isolata, composta da nativi americani che lavorano per lo più come allevatori e contadini. In inverno, il tasso di disoccupazione da queste parti può raggiungere il 70% a causa delle condizioni climatiche avverse che costringono le persone a sospendere la maggior parte delle attività, lasciando così le famiglie senza un lavoro e un’entrata economica per mesi. Qui il 90% della popolazione adulta e l'85% dei bambini ha bisogno di occhiali, ma molti non hanno i mezzi finanziari sufficienti e hanno difficoltà ad accedere all'assistenza sanitaria; inoltre, da queste parti i medici sono rari e per avere un appuntamento possono volerci da 6 mesi a un anno.

47 medici e volontari Luxottican provenienti da Stati Uniti, Italia, Svezia, Spagna, Paesi Bassi, Canada, Brasile, Messico e Cina si sono riuniti per offrire il loro contributo e regalare a questa comunità il dono della vista.

La clinica è stata allestita nella palestra di una scuola superiore della riserva e ognuno di noi ha svolto diversi ruoli nel corso della settimana in modo da poter sperimentare le varie fasi dell'esame della vista. Ogni giorno ci occupavamo di una mansione diversa: abbiamo imparato così come si esegue l’accettazione dei pazienti, la tonometria, l'inventario, la misurazione del colore e della profondità, la dilatazione, l'acuità visiva, la selezione della montatura, la misurazione della distanza pupillare e la distribuzione degli occhiali. Il lunedì abbiamo visitato gli adulti, mentre gli altri giorni sono stati interamente dedicati ai bambini dell'asilo e ai ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori della zona.

Il primo giorno abbiamo vissuto un'esperienza molto toccante, quando abbiamo dato a Gabriel i suoi occhiali. Gabriel è un nativo americano di diciotto anni residente a Blackfeet. Frequenta la facoltà di diritto penale perché sogna di diventare avvocato. Un anno prima gli si erano rotti gli occhiali e da allora non ha ricevuto né un nuovo paio di occhiali né si è sottoposto a un esame della vista. Ma la notizia peggiore era che gli avevano diagnosticato -4 diottrie in un occhio. In parole povere, non riusciva a vedere chiaramente perché già a più di due metri di distanza gli oggetti appaiono sfocati. Vi immaginate studiare in queste condizioni per un intero anno? Un'ora dopo la visita, Gabriel indossava già un paio di occhiali e non riusciva a credere letteralmente ai suoi occhi!

Quella settimana abbiamo visitato circa 1.526 pazienti, il 75% dei quali erano bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni, e distribuito 1.192 paia di occhiali. Tutte le persone che abbiamo conosciuto, dagli insegnanti ai genitori dei bambini e dei ragazzi fino ai rappresentanti della comunità, ci hanno ringraziato per aver aiutato le persone di Blackfeet e per aver permesso, soprattutto ai giovani, di vedere di nuovo il bello della vita. L'ultimo giorno hanno organizzato una serata culturale con visita al Museo indiano e cena, mentre i giovani nativi americani si sono esibiti nelle danze tipiche: ci hanno spiegato che i costumi vengono realizzati a mano e che sono orgogliosi delle loro tradizioni. L'amore per queste terre e la storia si rispecchia negli occhi di queste persone, che ci hanno comunicato tutta la loro gratitudine per il nostro lavoro.

Per dire arrivederci usano un'espressione che letteralmente significa "al nostro prossimo incontro". Grazie di averci accolto, Blackfeet. Al nostro prossimo incontro.

Di seguito, il report giornaliero per scoprire in che modo tutti noi possiamo aiutare le persone a vedere di nuovo il bello della vita.

1° giorno

Lunedì mattina, il sole era già alto, la temperatura perfetta e il team pronto a iniziare! Abbiamo visitato 275 persone, tra adulti e bambini, e solo 6 non avevano bisogno di occhiali.

Una delle storie più commoventi è stata quella di Mariah, 20 anni, di Blackfeet, che non indossava un paio di occhiali da più di un anno e ne aveva un disperato bisogno. Non poteva permettersi un medico né una visita completa, ma era evidente che aveva bisogno di occhiali dal modo in cui sforzava gli occhi. È stata sottoposta a diversi controlli della vista e, dopo che le sono state diagnosticate -2 diottrie in ciascun occhio, ha scelto un paio di occhiali che le sono stati consegnati nel giro di poche ore. Ma non era venuta da sola! Suo fratello Gabriel, di 18 anni, l'aveva accompagnata. Gabriel presentava diversi problemi di vista, in particolare in un occhio, dove gli mancavano 4 diottrie, e stava frequentando la facoltà di diritto penale. Chissà quanto deve aver faticato nell'ultimo anno a leggere, studiare e a perseguire il suo sogno! Gabriel e Mariah hanno ricevuto un paio di occhiali solo qualche ora dopo essere entrati in clinica. Non potevano credere ai loro occhi. Hanno iniziato a osservare gli oggetti circostanti con i nuovi occhiali e hanno ringraziato i medici e tutto il team per averli aiutati così rapidamente.

Per dirla con le parole del dott. Saundra, questo è il motivo per cui facciamo ciò che facciamo.

2° giorno

Il secondo giorno abbiamo visitato 375 bambini della scuola primaria. Molti di loro non avevano mai portato occhiali o non erano mai stati visitati prima, mentre altri indossavano occhiali non adatti a correggere il loro difetto. Un bambino aveva gli occhiali della sorella perché i suoi si erano rotti e i genitori non avevano soldi sufficienti per comprargliene un paio nuovo. Quando ha ricevuto i suoi nuovi occhiali era così felice che ha dimenticato i vecchi in clinica!

Un altro bambino, di circa 10 anni, al quale erano state diagnosticate -6 diottrie in un occhio, ci ha raccontato di non essere mai stato dall'oculista né di avere indossato un paio di occhiali in vita sua. Molti altri portavano occhiali rotti, graffiati, tenuti insieme con del nastro adesivo o addirittura senza un'astina. Alla fine della giornata, abbiamo distribuito circa 250 paia di occhiali e i bambini erano incredibilmente felici di aver riacquistato la vista.

3° giorno

Il mercoledì abbiamo visitato i bambini più piccoli, compresi quelli dell'asilo, e 258 su 350 persone visitate avevano bisogno di occhiali. Ci siamo preoccupati tantissimo quando il dott. Chris ha visitato una bambina che presentava un rigonfiamento del nervo ottico in un occhio. L'abbiamo portata subito al pronto soccorso perché, nella peggiore delle ipotesi, poteva avere un tumore! Dopo aver analizzato l'anamnesi familiare, abbiamo capito che si trattava semplicemente di una malformazione dovuta al fatto che era nata prematura: fortunatamente, nulla di grave ed è bastato donarle un nuovo paio di occhiali.

4° giorno

Giovedì è stata la giornata più dura. Alla clinica abbiamo visitato quasi 400 persone, dai bambini dell'asilo agli adolescenti delle scuole superiori. Inoltre, abbiamo distribuito occhiali ai bambini della scuola elementare che avevamo visitato il giorno prima. È stata un'esperienza molto emozionante, in quanto tutti i bambini erano felicissimi di ricevere nuovi occhiali per poter vedere di nuovo la lavagna senza problemi.

Alla sera, i ragazzi hanno organizzato una serata culturale in nostro onore, con danze tipiche dei nativi americani, e ci hanno fornito informazioni sulla storia, sulla cultura e sulle tradizioni indiane.

Il sig. Tatsey, vicepresidente della comunità di Blackfeet, ci ha omaggiato di oggetti indiani, e il nostro team gli ha donato una targa OneSight per ringraziare lui e tutta la comunità della calorosa accoglienza e ospitalità.

5° giorno

Non potevamo credere che fosse già arrivato l'ultimo giorno. Abbiamo visitato i pazienti rimasti e distribuito gli ultimi occhiali. Alla fine, il bilancio è stato di 1.526 visite effettuate e di 1.192 occhiali donati. Uno dei ragazzi delle superiori è uscito da scuola dicendo al suo amico: "Vedo!" Ecco qual è la missione di OneSight: aiutare le persone a vedere!

Scritto da Vittoria, Luxottican

Pubblicato il 06 Ago 2018