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Risk management

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Risk management

Luxottica si è dotata di una policy di risk management il cui scopo è quello di definire principi coerenti per la gestione del rischio, validi per tutte le società che fanno parte del Gruppo. Il Consiglio di Amministrazione di Luxottica Group è responsabile dell’approvazione di questa policy e definisce:

  • la delega delle responsabilità e autorizzazioni;
  • le attività e l’organizzazione della gestione del rischio;
  • i principi per la gestione delle attività di risk management e financial risk, e
  • i principi di controllo e reporting.

 

I rischi finanziari di Luxottica sono relativi alle attività e passività finanziarie denominate in valuta locale e estera (Rischio di Tasso d’Interesse), ai proventi e costi denominati in valute diverse da quella funzionale (Rischio di Valuta Estera) ed alla solidità finanziaria delle controparti finanziarie (Rischio di Controparte).

Il Rischio di Tasso d’Interesse deriva dalla stretta connessione tra valore delle attività o passività e livello del tasso d’interesse prevalente. In particolare, esso è collegato a:

  1. l’incertezza dei flussi di cassa relativi alla struttura delle attività e passività del Gruppo, causata dalla variazione dei tassi d’interesse. Riguarda quindi attività o passività a tasso variabile;
  2. la variazione del valore di mercato delle attività e passività del Gruppo, causata dalle oscillazioni dei tassi d’interesse sul mercato. Si riferisce ad attività o passività a tasso fisso.

Il rischio del tasso d’interesse per le attività e passività si può classificare in: 

  • flow risk, che si riferisce alla sensibilità degli importi degli interessi ai cambiamenti dei tassi d’interesse. Il rischio di flusso è tutelato dagli strumenti di copertura del cash flow;
  • il price risk, che è relativo alla sensibilità del valore di mercato delle attività e passività ai cambi del livello dei tassi d’interesse di mercato. Il rischio di prezzo è tutelato dagli strumenti di copertura di fair value.

L’obiettivo della gestione del Rischio di Tasso di Interesse è conseguentemente quello di ridurre l’incertezza dei risultati del Gruppo riducendo la volatilità dell’impatto dell’interesse sul conto economico e controllando la variazione del valore di mercato dell’indebitamento netto.
Per raggiungere tale obiettivo, l’esposizione al Rischio di Tasso di Interesse di tutto il Gruppo, in termini di importo nozionale, deve essere caratterizzata da un mix di tasso fisso e tasso variabile in cui nessuno dei due componenti sia inferiore al 25% o superiore al 75%.

Il Rischio di Valuta Estera è definito come:

  1. l’incertezza del valore dell’utile netto, dei flussi di cassa relativi agli impegni del Gruppo e delle transazioni previste, creata dalle variazioni dei tassi di cambio;
  2. la variabilità del valore di mercato delle attività e passività denominate in valuta estera, dovuta alle variazioni dei tassi di cambio.

L’obiettivo della gestione di tale rischio consiste nel supportare il Gruppo nel ridurre al minimo le incertezze, raggiungendo gli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione, per esempio riducendo al minimo l’impatto sul conto economico degli effetti casuali delle variazioni dei tassi di cambio.

Il rischio di cambio del Gruppo si esplicita in tre componenti: rischio di transazione, rischio di traslazione e rischio competitivo, ognuno dei quali produce effetti peculiari sul conto economico e sullo stato patrimoniale del Gruppo.

  • Il rischio di transazione è definito come l’effetto derivante dalla differenza nei tassi di cambio all’epoca della determinazione dei prezzi o della stipula di un contratto rispetto all’epoca di realizzo della relativa transazione. Il rischio di transazione è definito in relazione alla valuta base di una società.
  • Il rischio di traslazione è definito come l’insieme degli effetti delle variazioni dei tassi di cambio sul conto economico e bilancio consolidato del Gruppo. Poiché il conto economico e il bilancio delle controllate estere vengono traslati nella valuta funzionale del Gruppo, usando i tassi di cambio di mercato, i valori dell’utile netto, delle attività, dell’indebitamento e del patrimonio netto consolidato del Gruppo cambiano. Oltre agli importi assoluti, anche gli indici di bilancio come il rapporto d’indebitamento e l’indice di indipendenza finanziaria possono variare, se le proporzioni di utile, attività, indebitamento e patrimonio netto nelle varie valute differiscono fra loro.
  • Il rischio competitivo si riferisce alla sensibilità del Gruppo ai tassi di cambio rispetto alla concorrenza, ovvero agli effetti a lungo termine delle variazioni dei tassi di cambio sulla posizione competitiva del Gruppo in un dato mercato.

Il Rischio di Controparte è definito come la capacità delle controparti finanziarie a mantenere i propri impegni quale conseguenza di un “default” o riduzione del merito creditizio.
L’obiettivo della gestione del Rischio di Controparte è ridurre la possibilità di  perdita di valore di depositi, investimenti finanziari o del portafoglio degli strumenti derivati dovuti al default o riduzione del merito di credito della controparte. Per raggiungere tale obiettivo si intrattengono rapporti con controparti finanziare che incontrino determinati livelli minimi di merito creditizio.



Aggiornato il: 5 MARZO 2010
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