“NON POSSO CHE RINGRAZIARE TUTTO IL MIO TEAM, CHE HA DIMOSTRATO FORZA, COESIONE E PASSIONE STRAORDINARIE”

“NON POSSO CHE RINGRAZIARE TUTTO IL MIO TEAM, CHE HA DIMOSTRATO FORZA, COESIONE E PASSIONE STRAORDINARIE”

Adattarsi di fronte alla crisi: l’intervista a Pasquale Levato, SVP HR North America, che ci racconta come il team ha affrontato l’emergenza COVID-19.

“I CAN ONLY THANK ALL MY TEAM BECAUSE IT HAS DEMONSTRATED EXTRAORDINARY STRENGTH AND PASSION”
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Il Nord America è uno dei mercati più grandi di Luxottica. In quale momento ti sei reso conto della sfida straordinaria che avevi di fronte?
Le nostre preoccupazioni sono emerse già quando è iniziata l’epidemia in Cina, tuttavia quando l’emergenza è cresciuta in maniera esponenziale in Italia, abbiamo avuto la certezza che sarebbe arrivata anche qui. Un’azienda multinazionale come la nostra ci offre l’opportunità di essere in contatto con colleghi di tutto il mondo che, attraverso parole, emozioni ed esperienze, ci danno un quadro completo e consentono di capire in maniera onesta e concreta cosa stia accadendo ancor prima di vederlo in TV o leggerlo sui giornali.
Nel caso degli Stati Uniti era facilmente prevedibile; abbiamo grandi città come New York e Los Angeles, popolate da milioni di persone e di richiamo per altrettante, che viaggiano da e per tutto il mondo. Non a caso sono state tra le prime città a essere colpite e, in alcuni casi, in maniera decisamente importante.

Qual è stata la tua più grande sfida negli ultimi mesi e come l’avete affrontata tu e i tuoi team?
La sfida più grande era gestire la complessità del sistema americano, con la velocità e la flessibilità richieste al contempo dalla situazione. Gli Stati Uniti sono un unico Paese, ma sono anche 50 Stati diversi, ognuno con le proprie leggi e norme in materia di occupazione, lavoro e sicurezza.
Abbiamo dovuto sviluppare regole, protocolli, linee guida e procedure che prendessero in considerazione questa complessità, perché quello che era valido in Ohio, avrebbe potuto non funzionare in California, per esempio. Questo è già complesso in condizioni normali, figuriamoci in una situazione che nessuno di noi avrebbe mai immaginato di dover gestire. I nostri team hanno lavorato giorno e notte e meritano un plauso enorme.

Raccontaci di più del ruolo che ha rivestito il Dipartimento Risorse Umane in questo contesto.
La nostra massima priorità in Luxottica è prenderci cura delle nostre persone, e lo abbiamo fatto anche garantendo sostenibilità economica e flessibilità. Abbiamo lavorato a stretto contatto con tutti i dipartimenti dell’azienda per raggiungere questo obiettivo, dalle Operations all’Asset Protection al Legale, per garantire che le nostre persone avessero tutto ciò di cui avevano bisogno per poter lavorare da remoto o, in un ambiente sano e sicuro, qualora dovessero recarsi in sede, nello stabilimento o in negozio. Abbiamo dovuto prendere alcune decisioni difficili lungo la strada, ma ognuna di esse è stata ponderata e affrontata con estrema cura. Non posso che ringraziare tutto il mio team perché ha dimostrato una forza, una coesione e una passione straordinarie, lavorando per 4 mesi continuamente sotto pressione, talvolta con meno risorse eppure garantendo lo stesso servizio e facendolo sempre con un atteggiamento positivo.

In questo periodo migliaia di dipendenti negli Stati Uniti hanno lavorato da remoto a causa dell’emergenza COVID-19. Come riuscite a coordinare tutti i vostri team nei diversi Stati?

Negli USA siamo stati più fortunati che in altri paesi. Lavorare da casa era un concetto piuttosto diffuso e già praticato anche internamente. Ovviamente, non ci aspettavamo di avere la maggior parte della nostra forza lavoro a distanza contemporaneamente e per un periodo così prolungato, ma oggi posso dire che è stato un successo. Se gestito correttamente, lo smart working può offrire la flessibilità necessaria ai dipendenti per coniugare esigenze personali e professionali senza compromettere la qualità del servizio e i livelli di performance che rimangono fondamentali per il successo dell’azienda. Se posso essere sincero, tuttavia, dopo tanti mesi a casa, sono davvero impaziente di vedere i miei colleghi di persona!

Che cosa puoi dire di aver imparato da questa esperienza? Quale idea ti sei fatto per il mondo “post-COVID-19”?
Sono una persona positiva per natura e sono convinto che entro i prossimi 12 mesi torneremo alla normalità, pensando a tutto ciò solo come un brutto ricordo. Detto ciò, questa esperienza ha cambiato e cambierà per sempre le nostre abitudini sia come lavoratori che come consumatori. Da anni, come azienda, abbiamo intrapreso la decisione strategica di focalizzarci sulla digitalizzazione e l’innovazione tecnologica: mai scelta avrebbe potuto essere più appropriata. Dobbiamo continuare su questa strada perché il modo di fare business, specialmente nella vendita al dettaglio, vedrà una profonda trasformazione delle abitudini e del comportamento di acquisto dei consumatori. L’altra grande lezione che abbiamo imparato da tutta questa situazione è che dovremmo concentrarci e investire ancor di più sulla prevenzione e gestione dei rischi, cercando di essere pronti per ogni possibile situazione, indipendentemente da quanto remota possa sembrare.

Come leader, come modelli il tuo approccio e i comportamenti nei confronti dei team in azienda?
C’è un detto in inglese che mi piace molto ed è “Walk the talk”. Come leader di questa azienda, dobbiamo sempre dare l’esempio, ma in questa situazione dobbiamo farlo ancora di più. È un momento in cui chiediamo al nostro personale flessibilità, capacità di adattamento, spirito di sacrificio, velocità, e dobbiamo essere i primi a fare ciò che chiediamo, senza mai dimenticare di ringraziarli per quello che stanno facendo. Una pacca sulla spalla ora è più preziosa che mai.

Qualche consiglio o suggerimento per colleghi HR alla ricerca di interpretare e apprendere come preparare i dipendenti per il futuro incerto che questa crisi comporta?
La raccomandazione che mi sento di dare è di non sottovalutare l’importanza della comunicazione perché in questo momento gioca un ruolo fondamentale. Le persone vogliono essere ascoltate, ma in questo momento hanno fame di informazioni: quali sono le strategie e i piani dell’azienda, cosa stanno facendo gli altri Paesi, come l’azienda interpreta il futuro e come le nostre scelte avranno un impatto sul business e sull’organizzazione. Dobbiamo cercare di essere il più vicino possibile alle nostre persone e dobbiamo farlo anche comunicando in modo tempestivo, diretto e trasparente. Riemergeremo sicuramente da questo momento critico e sono convinto che saremo ancora più forti di prima. 

Pubblicato il 28 Lug 2020