Museo Teatrale alla Scala

La Storia straordinaria del Teatro alla Scala, ufficialmente inaugurato l’8 marzo 1913, è stata fatta da donne e uomini straordinari che hanno vissuto tra queste mura momenti importanti delle loro vite spesso avventurose, sempre densissime di lavoro, impegno e passione. Il Museo Teatrale alla Scala è la loro casa.

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Opere

La Facciata del Teatro Alla Scala
La Facciata del Teatro Alla Scala
di Angelo Inganni

Il famoso dipinto di Angelo Inganni (1807-1880) mostra la Scala illuminata dal sole e affacciata su una via stretta. Siamo ancora nel 1852 e solo sei anni dopo verrà ricavata la piazza davanti al Teatro abbattendo le cosiddette “case rotte”, dove abitavano molti lavoratori del Teatro.
La distanza tra la facciata del Teatro e le case, che Inganni aumenta artificiosamente nel suo quadro rispetto alla realtà, era stata all’epoca criticata dai fratelli Verri. Solo con la creazione della Piazza della Scala la facciata del Piermarini avrà quel respiro che vediamo oggi.

Verdi e le sue donne
Verdi e le sue donne
Ritratto di Teresa Stoltz di Federico Gariboldi
Ritratto del Compositore Giuseppe Verdi di Giuseppe Torriani
Ritratto della cantante Giuseppina Strepponi, Anonimo

Giuseppina Strepponi e Teresa Stolz, entrambe soprani, hanno accompagnato Giuseppe Verdi nella sua vita affettiva e artistica.
Della prima esecuzione di Nabucco, nel 1842, che lanciò il giovane compositore, fu interprete Giuseppina Strepponi, seconda moglie del musicista e compagna della sua vita.
Teresa Stolz fu invece interprete prediletta di Verdi nella sua maturità artistica, quando la Strepponi aveva concluso da tempo la sua carriera. Si esibì regolarmente al Teatro alla Scala tra il 1865 e il 1877. Per lei fu creato il ruolo di Leonora nella seconda versione de La forza del destino.

Rossini e le sue donne
Rossini e le sue donne
Ritratto della Cantante Giuditta Pasta di Gioacchino Serangeli
Quadro Raffigurante Rossini di Vincenzo Camuccini
Ritratto della Cantante Isabella Colbran di Heinrich Schimdt

Il compositore Gioachino Rossini, il soprano Isabella Colbran e il soprano Giuditta Pasta sono tre personaggi esposti nella terza sala del Museo, detta dell’Esedra, uniti nel segno della Scala. La spagnola Colbran, qui ritratta da Heinrich Schmidt, fu amante prima dell’impresario Barbaja e poi di Rossini, di cui divenne la prima moglie.
La successiva separazione durò fino alla morte di Isabella nel 1845, in seguito alla quale Rossini si risposò.
Giuditta Pasta fu un soprano e contralto la cui carriera è fortemente legata a Rossini. Fu lei infatti a interpretare molti dei ruoli composti originariamente per la Colbran nelle prime parigine delle opere serie rossiniane. Ma fu anche un’apprezzata Rosina ne Il barbiere di Siviglia e Angelina ne La Cenerentola.
La fama della sua voce era tale che Vincenzo Bellini la scelse come protagonista per la prima di Norma, opera composta per la Scala.